Moda, narrazione e co-creazione per superare gli stereotipi sulla migrazione

Arriva a Faenza Handle with Care, l’esposizione itinerante del progetto europeo texTALES, co-finanziato dalla Commissione Europea, un’iniziativa che intreccia moda, memoria e migrazione attraverso un percorso espositivo fatto di abiti, storie e processi creativi condivisi.

L’evento rappresenta l’ultima tappa del tour europeo dopo Parigi e Atene ed è organizzato da Dress Again, progetto di moda sociale di Farsi Prossimo ODV.

La mostra sarà inaugurata l’8 maggio 2026 alle ore 18.30 in Piazza Nenni, con una cerimonia di apertura realizzata in collaborazione con il Teatro Due Mondi, che darà vita a una performance pubblica capace di attivare la collezione e restituire al pubblico il senso profondo del progetto.

L’esposizione proseguirà presso la Galleria d’Arte della Molinella, dove sarà visitabile fino al 16 maggio, nei giorni di martedì, giovedì, sabato e domenica, dalle 9.00 alle 12.30.

Un progetto europeo di co-creazione

Il progetto texTALES, co-finanziato dalla Commissione Europea, è il risultato di due anni di ricerca e lavoro condiviso tra partner europei: Farsi Prossimo ODV (Faenza), ANKAA Project (Atene), ESPERO (Parigi) e War Childhood Museum (Sarajevo).

Le storie di migrazione raccolte sono poi diventate la base di workshop di co-creazione e sartoria sociale, in cui persone con background migratorio e le sartorie sociali hanno lavorato insieme, condividendo competenze, tecniche e visioni.

La collezione nasce così dall’incontro tra tradizione artigianale e pratiche sostenibili, con l’utilizzo di materiali di recupero e tessuti second-hand. Il risultato è una serie di “abiti narranti”, capaci di incarnare esperienze di attraversamento, trasformazione e ricerca di appartenenza.

Moda come strumento di racconto e trasformazione

Al centro di Handle with Care c’è la volontà di mettere in discussione le narrazioni dominanti sulla migrazione, offrendo uno sguardo alternativo che valorizzi le competenze, la creatività e l’autodeterminazione delle persone coinvolte.

L’esposizione invita il pubblico a considerare la migrazione non come un fenomeno astratto, ma come una realtà profondamente umana, fatta di percorsi individuali e collettivi. In questo contesto, la moda e il fare artigianale diventano strumenti di espressione, empowerment e costruzione di nuove identità.